Mudra

risveglia il potere del prana

  • Il termine prana (dal sanscrito प्राण, prāṇa) significa letteralmente «vita» e in seconda istanza viene inteso come «respiro» e «spirito».

Secondo la fisiologia induista, tutti gli esseri viventi, in quanto tali, sono dotati di prana, la cui conservazione deriva dal corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche, emotive e fisiologiche necessarie al mantenimento armonico dell'equilibrio interiore.

 

 

Prāṇāyāma

Il Pranayama (controllo ritmico del respiro) è il quarto stadio dello Yoga, secondo lo Yogasutra di Patañjali. Insieme a Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), questi due stati dello Yoga sono conosciuti come le ricerche interiori (antaranga sadhana) ed insegnano come controllare la respirazione e la mente, quale mezzo per liberare i sensi dalla schiavitù degli oggetti di desiderio. La parola Pranayama è formata da Prana (fiato, respiro, vita, energia, forza)


Mudra della Vita , è utile nelle malattie dell’occhio e migliora la vista

 

Kazuhiro Nakagawa, medico oculista, ha studiato in Giappone e negli Stati Uniti. Ha fondato ed è direttore del Vision Fitness Center a Tokyo. Da oltre vent’anni applica il suo metodo su migliaia di pazienti ottenendo risultati strepitosi.

Ma torniamo per un momento allo yoga. Si tratta di un sistema che si colloca nel vasto spettro della filosofia asiatica e si ritiene all’origine di buddismo e zen; contempla il pratyahara, ovvero l’ambito del controllo dei sensi, fondato essenzialmente sull’idea che, «quando si concentra e si dirige la propria consapevolezza, ne nasce una percezione». Come vedremo, il mio approccio unisce due tecniche diverse che mettono al lavoro sia la mente sia gli occhi.

Cominciamo, allora, senza ulteriori preamboli, il mio programma e imbarchiamoci nello straordinario viaggio che ha come destinazione una rinnovata capacità visiva.

 

È la mente a percepire le cose

 

Il recupero della vista parte innanzitutto dalla mente. Non bisogna arrendersi: farlo è come spegnere un interruttore nel cervello.

Ricordate: se siete convinti di poter vedere, allora vedrete! Il «potere del pensiero» susciterà quello visivo, perché è con la mente che si colgono le cose. Questa è una nozione acquisita dalla scienza medica odierna. Fate un piccolo esperimento che vi darà la riprova che la visione è, in realtà, un meccanismo mentale. Chiudete gli occhi: ecco, l’immagine che avevate davanti un attimo prima permane nella vostra mente!

L’errore più comune è appunto credere che siano gli occhi a compiere tutto il lavoro: in verità accade l’esatto contrario.

 

Falso: oggetto ? occhi ? cervello (Gli occhi vedono l’oggetto). Modello oggettivo/passivo.

Vero: mente ? occhi ? oggetto (La mente vede un oggetto attraverso gli occhi).

Modello soggettivo/attivo. Se la scienza medica ha acquisito una conoscenza teorica di come la mente (e, per estensione, il cervello in quanto «hardware») percepisce le cose, poco o nulla si sa di come sia possibile vedere mediante l’uso del cervello. La ricerca, infatti, tuttora tace riguardo al «software» mentale (le tecniche d’uso del cervello), anche in relazione al recupero della vista.

In questo libro tratterò il tema della mente come software oculare nel Capitolo 3, proponendovi le mie tecniche per gli occhi, e quello del software del cervello nel Capitolo 4, dove esporrò le mie tecniche mentali.

 

Arrendersi spegne il cervello

Porsi in un atteggiamento di rinuncia significa decretare la fine delle nostre speranze, ed è una strada che non dobbiamo mai percorrere.

Quando desistiamo da un proposito che ci sta a cuore, disattiviamo un circuito nel nostro cervello: quello della sicurezza di sé, dell’ambizione, che sono gli atteggiamenti mentali che ci spingono ad andare avanti. Così come il cibo è il nutrimento del corpo, i sogni lo sono per la mente; assimilare i propri sogni vuol dire comprendere il proprio scopo.

Nella società dell’informazione un «oggetto» diventa esso stesso notizia. Quando la vista diminuisce, si deteriora la nostra capacità di percepire il mondo in modo corretto e ciò innesca un processo di decadimento delle facoltà cerebrali che faticano a elaborare i segnali visivi; la mente viene così sottoalimentata e il cervello non riesce ad assorbire i «nutrienti» mentali. In simili condizioni, una persona è tentata di arrendersi e abbandonare i propri sogni, peggiorando notevolmente il proprio stato mentale e la qualità della propria vita.

 

 

 

 

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