Motivazione


Dalla Pizzeria alla Silicon Valley: Chi è Luca Maestri, CFO di Apple

Luca Maestri, Direttore Finanziario di Apple. Romano, 53 anni, laureato in Economia nel 1987, è stato nominato Alumnus 2016 dall’Università LUISS Guido Carli che, per l’occasione, gli ha dedicato una serata intera con un’intervista che ha svelato il volto umano di colui che gestisce un patrimonio aziendale di 230 miliardi di euro.

Quella in Apple è un’esperienza unica ma non irripetibile.

Ci tiene a precisarlo Luca Maestri, custode e gestore dell’immenso patrimonio finanziario di Apple. Romano, 53 anni, una laurea in Economia ma anche un master in Scienza del Management a Boston. Un brillante passato come top manager in aziende del calibro di General Motors, Nokia- Siemens e Xerox. Parla tre lingue e ha vissuto in sette Paesi di tre continenti diversi. Siamo nel 2013 quando sbarca a Cupertino, nella Contea di Santa Clara in California, per chiamata diretta di Tim Cook e nel giro di un anno sostituisce Peter Openehimer, lo storico direttore finanziario che cede il passo per andare in pensione. In Apple, Maestri si adatta velocemente allo stile della casa: va al lavoro in jeans e camicia.

La cravatta in Silicon Valley non è stata nemmeno inventata” scherza Maestri che si muove oramai perfettamente a suo agio nell’atmosfera informale di Cupertino.

Basta non confondere lo stile rilassato nei rapporti umani con un minore puntiglio su ogni linea del bilancio. Tra una rosa di prestigiosi candidati proposti dall’Associazione Laureati LUISS, Luca Maestri è stato scelto come Alumnus 2016, sulla scia del suo predecessore Carlo Messina, Consigliere Delegato e Chief Executive Officer di Intesa Sanpaolo.

Venerdì scorso, nella sede dell’università romana, è stato premiato nel corso di una lunga cena alla quale ha partecipato anche Francesca Buttara, membro del Board Junior di Prioritalia.

La cena è stata l’occasione per realizzare un’intervista che ha preso le mosse da un concetto a noi caro: quello del “give back”, la voglia di restituire valore professionale e personale alla propria comunità di riferimento. A chi ha parlato del fenomeno dei cervelli in fuga, Luca Maestri ha risposto dicendo che “ogni anno migliaia di persone lasciano l’Italia per andare all’estero ma si tratta di opportunità che dobbiamo cogliere in quanto tali, in un’economia che oggi è sempre più globale.

Le comunità italiane all’estero sono molto ben radicate ma anche legate al proprio Paese di provenienza, di conseguenza è necessario attivare strutture in Italia che siano in grado di creare dinamiche e meccanismi affinché queste persone possano restituire al proprio Paese le esperienze fatte e le idee maturate”.

L’Università ha certamente un ruolo decisivo, sia per quanto attiene al profilo più strettamente formativo sia nel creare una cerniera tra un percorso di studi e il mondo lavorativo. “Rispetto al passato, l’università di oggi – sostiene Maestri – offre un ventaglio di possibilità maggiori con una serie di iniziative di innovazione che tengono gli studenti molto più impegnati e un ruolo determinante lo svolgono i docenti che, con le loro competenze, devono rappresentare una bussola di orientamento, consegnando ai giovani quanto più possibile per affrontare il proprio percorso di vita”.

Lo scollamento tra mondo dell’università e l’universo dell’occupazione, secondo Maestri, è tuttavia ancora marcato, basti considerare i due milioni di giovani italiani che non lavorano né studiano. Si tratta di un problema sociale enorme, al quale Apple cerca di dare risposte concrete.

L’ecosistema aziendale supporta, infatti, quasi 90 mila posti di lavoro in Italia, oltre 75 mila dei quali associati alla comunità degli sviluppatori.

A tal proposto Maestri ricorda il centro di addestramento di Napoli, la iOS Developer Academy. “Quattromila studenti – dice – hanno fatto domanda per i primi 200 posti. Aggiungeremo altri 400 studenti, stiamo lavorando sodo con il tessuto universitario campano”.

La chiacchierata con Luca Maestri fa spesso dei balzi al passato. “Quando ho iniziato a lavorare nelle aziende americane non parlavo nemmeno la lingua inglese ma la cosa più importante è avere la possibilità di imparare direttamente sul campo, soprattutto dai propri errori. Spesso mi sono state attribuite responsabilità di cui io stesso mi meravigliavo, magari a volte anche più grandi di me. Ma la migliore palestra l’ho fatto proprio in quelle occasioni”.

E così vale adesso per i ragazzi globali della Silicon Valley che, a poco più di 25 anni, rappresentano il capitale prezioso dell’innovazione e “prendono decisioni” strategiche per le politiche commerciali di Apple. Quello che sorprende di Luca, l’uomo che gestisce un patrimonio finanziario di ben 230 miliardi di dollari e che l’anno scorso ha guadagnato più del doppio di Tim Cook, è la sua straordinaria umiltà. Figlio di un farmacista di Parma, lascia Roma all’età di 26 anni, ma ne conserva lucidi ricordi, due in particolare.

Il primo lo svela sorridendo: è il traffico. “Lo stesso traffico che ho lasciato più di venticinque anni fa l’ho ritrovato oggi, sono rimasto bloccato a Fiumicino negli stessi cento metri davanti a Ponte Galeria dove rimanevo bloccato trent’anni fa”.

Il secondo è una pizzeria di Via Nomentana nella quale passava le sue pause tra una lezione universitaria e l’altra. “Ero appassionato di modelli di business – dice Luca – e assieme ad un mio amico passavamo le ore a contare il numero di clienti entrare in pizzeria, calcolavamo il costo della pizza e quanta ne veniva consumata. A questo ritmo sono trecento milioni l’anno, con l’inflazione a due cifre basta che lavoriamo sodo un anno e ci possiamo campare di rendita per tutta la vita”. Quello stesso amico che assieme a Luca si appostava fuori dalla pizzeria è oggi responsabile delle vendite di Apple in Florida, a Miami. “I compagni di strada non ti lasciano mai, restano per tutta la vita. Io ed Elio quando abbiamo una giornata particolarmente stressante ci chiediamo se non era il caso di comprare una pizzeria sulla Nomentana”.

Il lato più umano di Luca Maestri lascia intravedere con fatica il tratto da top manager. Un uomo d’azienda che inizia le sue giornate alle quattro e mezza del mattino, con forza e passione dirompente. Caratteristiche che lo aiutano in un momento storico non al massimo per l’azienda che, per la prima volta dal 2007, ha registrato un calo significativo delle vendite di iPhone.

Ciononostante Luca Maestri guarda al futuro con lungimiranza: “L’intelligenza artificiale porterà sviluppi enormi. Crediamo anche nella realtà virtuale e aumentata. Sono tecnologie in fase nascente. Ma le applicazioni, dall’istruzione, ai viaggi, ai giochi, sono incredibili. Un altro settore in grande trasformazione è l’auto, dove stanno confluendo il motore elettrico, la guida autonoma e la condivisione”. In questa economia, l’Italia può giocare un ruolo importante. “Venti anni fa ancora c’erano modelli regionali: si ragionava su Europa, America, Asia. Oggi l’economia è globale e interconnessa. L’Italia deve concentrarsi sui propri punti di forza, considerato che c’è un affetto incondizionato nei confronti di questo Paese. È sempre associato alle sue specialità, l’artigianato, la moda, l’alimentazione, il turismo, la cultura, il design”.

L’intervista a Luca Maestri si chiude con la stessa leggerezza che l’ha contraddistinta per tutta la sua durata.

A domanda “cosa hai pensato quando hai saputo di essere stato nominato Alumnus 2016”, lui ha risposto: “ho pensato che lo standard fosse bassissimo”.

La storia tutt’altro che irripetibile di Luca Maestri dimostra che fare percorsi professionali di eccellenza si può, l’importante è non dimenticare le proprie radici ma soprattutto che restituire agli altri il proprio bagaglio di esperienze e competenze è il più bell’atto di generosità che si possa fare. Affinché di Luca Maestri ce ne siano molti e molti altri ancora.

A cura di: Marcella Mallen